Emergenza coronavirus: svolta per le mascherine respiratorie

Aprile 2020 Il contributo delle stufe di essiccazione

Carenza di mascherine protettive: il Governo federale tedesco approva l’impiego di stufe di essiccazione

 

La pandemia di coronavirus continua a diffondersi. Le persone infettate aumentano, le mascherine protettive diminuiscono. Il Governo federale tedesco consiglia pertanto per il settore sanitario la disinfezione, l’essiccazione e il riutilizzo delle mascherine protettive. Il nosocomio di Offenburg ha già ottenuto buoni risultati al riguardo. Le stufe di essiccazione di BINDER rappresentano la soluzione giusta.

Il Governo federale tedesco ha proposto una soluzione pratica per fronteggiare la carenza di dispositivi di protezione. A tale scopo vengono impiegate le stufe di essiccazione prodotte a Tuttlingen. In tal modo il Ministro della Sanità Jens Spahn intende proteggere dalla COVID-19 il personale del settore sanitario e assistenziale. “La protezione del personale delle strutture sanitarie e assistenziali ha assoluta priorità. È un fatto positivo che siamo riusciti a trovare in modo rapido e preventivo una soluzione sicura per fronteggiare possibili penurie nelle forniture”, queste le parole di Jens Spahn in un comunicato stampa del Governo federale tedesco.

 

Il Ministero Federale della Salute consiglia di utilizzare mascherine respiratorie dotate di funzione filtro (FFP 2 ed FFP 3) al massimo tre volte. La nuova procedura prevede la personalizzazione e la raccolta corrette delle mascherine per poi sottoporle a decontaminazione termica. Ciò può avvenire con l’ausilio di una stufa di essiccazione senza che debba essere declassato il loro livello di protezione.

Il Ministero Federale propone una decontaminazione delle mascherine tramite inibizione termica del SARS-CoV-2 a mezzo di calore secco a 65 - 70 gradi Celsius per 30 minuti. “Una tale soluzione potrebbe essere applicata in modo capillare”, si afferma nel comunicato, che recita inoltre: “La procedura di decontaminazione elimina tra l’altro anche il coronavirus.” È importante tuttavia che si tratti di mascherine dotate di marcatura CE, poiché solo così è possibile garantire la resistenza al trattamento sia del materiale che della struttura.

 

In base a quanto appurato dal Ministero federale, anche le mascherine protettive per naso e bocca (chirurgiche) possono essere riutilizzate dopo un idoneo trattamento a 65-70 gradi Celsius. Solo in sala operatoria la protezione non può più essere impiegata – per le attività quotidiane nel reparto è invece possibile riutilizzarla senza problemi.

Il nosocomio di Offenburg ha risolto il problema della carenza di dispositivi di protezione con maschere a pieno facciale e semimaschere di Dräger e Auer e una stufa di essiccazione di BINDER. I dispositivi di protezione vengono sottoposti a essiccazione a 45 gradi Celsius per 45 minuti. Il processo di essiccazione viene preceduto dalla disinfezione delle maschere protettive con una speciale macchina di lavaggio Top Clean M. Come detergente si utilizza il Sekumatic FDR di Ecolab.

 

Il socio gerente di BINDER GmbH, Peter Michael Binder, ritiene che l’azienda sia pronta a soddisfare le indicazioni del Ministero Federale della salute: “Noi produciamo al massimo delle capacità”. I nosocomi possono contare sulle nostre stufe di essiccazione. Faremo di tutto per aiutare le persone in questa emergenza del coronavirus.”

 

>> Alle stufe di essiccazione/riscaldamento di BINDER.