Professore svizzero contribuisce allo sviluppo di un vaccino

Luglio 2020 Crisi del coronavirus

Il famoso virologo Volker Thiel lavora con freezer di BINDER

Il Prof. Dott. Ric. Volker Thiel, noto virologo svizzero, è molto richiesto. Dopo che a fine marzo è riuscito a creare il primo clone sintetico di un coronavirus, ha raggiunto addirittura fama mondiale.

Nel mese di marzo il Prof. Thiel ha lavorato con il suo team nel laboratorio di massima sicurezza di Mittelhäusern quasi giorno e notte su autentici coronavirus. Al suo fianco non aveva solo il suo team, ma anche freezer di BINDER, in grado di generare temperature di meno 80 °C, garantendo così la giusta temperatura di stoccaggio per i coronavirus. Finora il virologo ha fatto solo esperienze positive con gli apparecchi prodotti a Tuttlingen dal leader di mercato mondiale BINDER.

Il prof. Thiel lavora già da anni sui coronavirus, e proprio per questo in passato ha subito in parte sguardi di disapprovazione, giacché si pensava che un tale tipo di virus non giocasse un ruolo importante. Ma già Sars e Mers, a loro volta membri della famiglia dei coronavirus, hanno aperto gli occhi all’opinione pubblica.

I virus come il coronavirus sono incredibilmente piccoli. “Un millilitro di acqua di mare contiene un milione di virus”, ci spiega Volker Thiel. I virus seguono un proprio piano di sviluppo e necessitano di tempo per potere proliferare, precisa lo scienziato. E da dove viene il nome di coronavirus? Il Prof. Thiel ha una risposta anche a questa domanda: “Corona rimanda all’aspetto esteriore del virus come appare nel microscopio agli elettroni.”

Attualmente il Prof. Thiel e il suo gruppo di ricerca lavorano tra l’altro con aziende farmaceutiche che intendono lanciare sul mercato quanto prima un vaccino. “Produciamo delle mucose, le infettiamo con il virus e cerchiamo di scoprire a quali temperature esso si moltiplica.” Un tale tipo di indagine rientra nella campo della ricerca di base.

Benché il virologo Thiel proceda spedito con il suo team, non crede alla disponibilità di un vaccino per la maggioranza della popolazione prima del 2021. Personalmente si farebbe di certo vaccinare in quanto è pienamente convinto che: “Senza il vaccino al momento la situazione non potrà cambiare”. In questo concorda anche con il virologo Christian Drosten, della Charité di Berlino, con il quale tra l’altro collabora regolarmente.