Prove sicure nelle camera di prova per accumulatori di energia agli ioni di litio

Giugno 2018  Il massimo comfort d’uso

Accumuli di energia in test di resistenza

 

Le Camera di prova per accumulatori di energia agli ioni di litio di BINDER, per l’esecuzione di prove di invecchiamento e prestazione, garantiscono la massima sicurezza e il più elevato comfort applicativo.

 

Accumuli di energia stazionari e veicoli elettrici di ogni sorta - dalle e-bike alla carriola elettrica - sono richiesti più che mai. I produttori di componenti per batterie ad alto voltaggio sono ben felici della domanda in continua crescita, sfornando a tal fine celle e moduli, da integrare nei sistemi di batterie. Le celle vengono riunite in gruppi, da cui nasce un modulo; diversi moduli insieme costituiscono un pacchetto batteria. L’elevata concentrazione di energia e potenza di tali accumuli comportano, d’altro canto, rischi potenziali, in caso vengano fatti funzionare al di fuori dei limiti previsti nelle loro specifiche. In particolare la propagazione di calore da una cella a quelle adiacenti assume un ruolo assai rilevante sotto il profilo tecnico della sicurezza. Qualora una cella dovesse incendiarsi o, addirittura, esplodere, le celle adiacenti devono essere sufficientemente isolate sotto il profilo termico, in modo che non possa avvenire un eccessivo surriscaldamento e, quindi, una reazione a catena nel gruppo di celle. Pertanto, celle e moduli vengono sottoposti preliminarmente a test estremi di resistenza nelle camere BINDER, per stabilirne la durata di vita operativa e le prestazioni.

In tale contesto è necessaria una particolare attrezzatura di sicurezza. Le Camera di prova per accumulatori di energia agli ioni di litio di BINDER garantiscono il comfort applicativo e soddisfano i requisiti Eucar per il livello di rischio 4. Il pacchetto di sicurezza è disponibile in due esecuzioni.

 

Per la verifica della durata di vita operativa (pacchetto sicurezza standard A), le celle o i moduli vengono esposti, senza alimentazione di corrente, a temperature variabili, simulando così un invecchiamento ciclico e calendaristico. L’apparecchio è dotato di un secondo dispositivo di sicurezza di temperatura indipendente regolabile, montato fisso, che, con una temperatura impostata di fabbrica su 120° C, priva di corrente la camera di prova, proteggendola da eccessivo surriscaldamento. Il regolatore, limitato a una temperatura di 120° C, funge da ulteriore supporto a tale misura di sicurezza.

 

Per rilevare le prestazioni delle celle e dei moduli (pacchetto di sicurezza P) viene condotta un’ampia gamma di test di prestazione. In presenza di temperature in costante variazione, le celle e i moduli vengono alternativamente alimentati, ovvero non alimentati con corrente, portandoli ai limiti delle loro prestazioni. Questo apparecchio dispone, a sua volta di un secondo dispositivo di sicurezza di temperatura indipendente regolabile, montato fisso, con una temperatura preimpostata di 120° C , nonché di un regolatore limitato a 120° C. Lateralmente, sulle pareti dell’apparecchio vengono, inoltre, eseguiti speciali fori di accesso, dotati di tappi in gomma, per garantire un passaggio sicuro dei cavi.

 

Poiché nel peggiore dei casi è possibile che, a causa di reazioni tra componenti delle celle, si possa formare gas nella camera di prova, sulla sicurezza per la porta lato chiusura vengono installati da uno a due dispositivi di serraggio. In caso di porte doppie i dispositivi di serraggio vengono installati tre le due porte. Per fare defluire il gas in caso di necessità, nelle camere di prova viene inoltre montato un raccordo per gas inerte con valvole di sovrapressione. Esse sono riscaldabili al fine di impedire la formazione di condensa e, quindi, un eventuale congelamento.

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